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Capodanno stile viennese con l’Orchestra Sinfonica Siciliana

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Il primo concerto del 2017 è un fuori abbonamento in cui saranno proposte musiche tipiche del Capodanno mitteleuropeo. Gli spettatori di questo particolare concerto potranno ascoltare musiche di Nicolai, von Weber, Lehár, Joseph e Johann Strauss senior e junior, von Suppé, Kreisler, Offenbach. Sul podio, a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana, il violinista e direttore viennese Erich Binder, già protagonista di un altro Capodanno al Politeama Garibaldi.

Palermo, 29 dicembre 2016 - Sarà la bacchetta di Erich Binder a dare il benvenuto al 2017. Il violinista, pianista e direttore d'orchestra viennese, già protagonista di un altro memorabile concerto di Capodanno nel 2012, dirigerà l'Orchestra Sinfonica Siciliana al Politeama Garibaldi il 1° gennaio 2017 alle ore 18,30. Si tratta di un concerto fuori abbonamento che riprende il programma tipico dei concerti delle capitali centro europee. Questo il programma: Carl Otto Nicolai (1810-1849), Le allegre comari di Windsor, ouverture; Carl Maria von Weber (1786-1826), Invito alla danza op.65; Franz Lehar (1870-1948) Oro e argento, walzer op.79; Josef Strauss (1827-1870), La libellula, polka mazurka; Johann Strauss (1825-1899) Accelerazioni, walzer op.234; Johann Strauss, Una notte a Venezia, ouverture; Josef Strauss (1827-1870), Moulinet Polka; Johann Strauss, Rose del Sud, walzer op.388; Johann Strauss, Storielle del bosco viennese, op.325; Johann Strauss, Eljien a Magyar, polka veloce; Fritz Kreisler (1875-1962), Liebesleid (Lamento d'amore); Franz von Suppé, Cavalleria leggera.

Il concerto sarà visibile anche su Internet all'indirizzo: www.orchestrasinfonicasiciliana.it

Biglietti al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima del concerto: € 20-60 euro (riduzioni: 50% per studenti e under 30; 20% abbonati stagione e varie categorie come da regolamento). Info: 091 6072532/533

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L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

Note biografiche

Erich Binder, direttore e violinista

Nato a Vienna, dal 1954 al 1956 è stato allievo del famosissimo coro viennese di voci bianche "Wiener Sängerknaben": Ha poi studiato presso l'Accademia di musica di Vienna. Parallelamente lavorava come organista e maestro di coro in una chiesa della sua città natale nonché come accompagnatore nelle classi liriche di Elisabeth Rado e Christl Mardayn presso l'Accademia di Musica di Vienna.

E' stato maestro concertatore e direttore d'orchestra a Bregenz e primo violinista sia della Wiener Volksoper che della Wiener Staatsoper e della Wiener Philharmoniker (1968-73). Nel 1971 ha fondato l'ottetto "Neues Wiener Oktett" e il quartetto d'archi "Nicolai-Quartett". E' stato Primo maestro concertatore dell'Orchestra del Festival di Bayreuth nonché maestro concertatore dell'Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Tedesca di Amburgo. Dal 1974 al 1992 ha occupato la medesima posizione nella Wiener Philharmoniker .

Nel 1981 ha ottenuto il 1° premio del Concorso Internazionale di Direzione d'orchestra "Karl Böhm" nonché il premio speciale della Fondazione Alban Berg. Nel 1983 gli è stata conferita la Croce all'onore austriaca per le Scienze e l'Arte. Nel 1979 ha debuttato come direttore d'orchestra alla Wiener Staatsoper. Dal 1992, quando ha lasciato definitivamente la Wiener Philharmoniker per dedicarsi esclusivamente alla direzione d'orchestra, ha iniziato una brillante carriera internazionale di direttore d'orchestra. Il suo repertorio comprende più di 60 titoli di opere liriche e circa 300 opere sinfoniche.

È stato regolarmente ospite dei Teatri d'opera in Austria (Vienna), Germania (Dresda, Amburgo, Monaco di Baviera, Francoforte, Lipsia), in Svezia e nella Repubblica Ceca. Dagli anni novanta in poi fino a oggi è regolarmente ospite di varie orchestre sinfoniche giapponesi (Tokyo Symphony Orchestra, Tokyo City Philharmonic Orchestra, Kyoto Symphony Orchestra, Yomiuri Nippon Symphony Orchestra).

Dopo il suo esordio e unanime successo in occasione del concerto di Capodanno 2012, torna a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana nella medesima data dell'anno 2017.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Carl Otto Nicolai (Königsberg 1810 – Berlino 1849)

Le allegre comari di Windsor (Die lustigen Weiber von Windsor), ouverture

Andantino moderato, allegro vivace

Durata: 10'

Carl Maria von Weber (Eutin, Lubecca, 1786 – Londra 1826)

Invito alla danza (Aufforderung zum Tanze) op. 65

Moderato, Allegro vivace, Vivace, Moderato

Durata: 10'

Franz Lehár (Komárom 1870 – Bad Ischi 1948)

Gold und Silber (Oro e Argento), valzer op. 79

Durata: 8'

Joseph Strauss (Vienna 1827 – 1870)

Die Libelle (La libellula), Polka mazurca, per orchestra (Op.204)

Durata: 5'

Johann Strauss junior (Vienna 1825 – 1899)

Accelerationen-Walzer (Valzer delle Accelerazioni) op. 234

Durata: 8'

Eine Nacht in Venedig (Una notte a Venezia), ouverture

Durata: 7'

Joseph Strauss (Vienna 1827 – 1870)

Moulinet Polka op.57

Durata: 4'

Johann Strauss junior (Vienna 1825 – 1899)

Rosen aus dem Süden (Rose del Sud), valzer op. 388

Introduzione (Andantino, Allegro moderato, Maestoso), Tempo di valse

Durata: 8'

Geschichten aus dem Wienerwald (Storielle del bosco viennese) op. 325

Introduzione (Tempo di valzer, Langsam, Moderato, Vivace), Tempo di valse, Coda (Tempo di Valse, Langsam)

Durata: 12'

Éljen a Magyar! (Viva gli ungheresi!), polca veloce op. 332

Durata: 5'

Fritz Kreisler (Vienna 1875 – New York 1962)

Liebesleid (Lamento d'amore)

Tempo di Ländler (Orchestrazione di Chas J. Roberts)

Durata: 4'

Franz von Suppé (Spalato 1819 – Vienna 1895)

Die leichte Cavallerie (Cavalleria leggera), ouverture

Maestoso, Allegro, Andantino con moto, Tempo I (Allegretto brillante)

Durata: 7'

Autentico capolavoro di Carl Otto Nicolai, Le allegre comari di Windsor, è anche l'ultima opera del compositore tedesco che sarebbe morto prematuramente appena otto settimane dopo la prima rappresentazione avvenuta il 9 marzo 1849 al Königliches Opernhaus di Berlino. Nato 39 anni prima a Königsberg da una famiglia da tempo trapiantata in Germania, Nicolai, dopo aver studiato in patria con Zelter e Klein, si perfezionò a Roma dove fu mandato nel 1833 dal re di Prussia per ricoprire l'incarico di organista presso la cappella dell'ambasciatore prussiano Bunsen. In Italia ebbe modo di completare la sua formazione musicale studiando con Baini che lo guidò nello studio dei polifonisti antichi e conobbe il teatro musicale, apprezzando poco le orchestre italiane, ma esaltando i cantanti. Nominato nel 1837 maestro di cappella e insegnante di canto alla corte di Vienna, Nicolai ottenne subito fama come direttore d'orchestra e autore di musiche vocali, ma l'incontro con l'opera italiana fu estremamente importante in quanto nei suoi lavori teatrali egli si sarebbe ricordato sempre della scrittura vocale tipicamente italiana innestandola nella tradizione tedesca rappresentata da Mozart. Ciò è evidente anche nelle Allegre comari di Windsor, il cui soggetto fu tratto, dal compositore stesso e da Salomon Hermann von Mosenthal, dall'omonima commedia di Shakespeare che avrebbe ispirato in seguito Verdi e Boito per il Falstaff. L'opera, scritta su commissione del teatro di Porta Carinzia di Vienna che gli aveva chiesto un lavoro teatrale tipicamente tedesco, fu rappresentata per la prima volta a Berlino dove nel frattempo il compositore si era trasferito per ricoprire l'incarico di direttore del coro del Duomo e di maestro di cappella al Königliches Opernhaus. L'Ouverture è una delle pagine più note dell'opera che si distingue per un umorismo garbato e sottile esaltato dal carattere fantastico, tipico dell'opera tedesca, di alcune situazioni musicali. Questi elementi sono presenti già nell'Ouverture, che si apre con un'introduzione lenta, Andantino moderato, nella quale una dolce e ampia melodia, affidata inizialmente ai violoncelli e ai contrabbassi e ripresa dagli altri strumenti, evoca perfettamente una calda notte estiva. Introdotto da un breve episodio, Poco più animato, pieno di ironici ribattuti, il successivo Allegro vivace è una pagina brillante in cui vengono esposti i principali temi dell'opera. Al primo tema, di carattere rossiniano, si contrappongono alcuni passi, come il terzo tema, per esempio, i quali, per la loro brillantezza, sono scritti nel classico stile dell'operetta viennese.

Composto nel 1819 per pianoforte da Weber, Invito alla danza è una pagina di musica a programma nella quale è rappresentata una scena in cui un cavaliere invita una dama inizialmente recalcitrante a ballare un valzer. Divenuto famosissimo e soprattutto entrato nel repertorio di tutti i grandi pianisti dell'Ottocento, tra cui Franz Liszt, questo lavoro, classificabile dal punto di vista formale sia come valzer che come rondò brillante, ha goduto di una grande popolarità anche grazie alla versione orchestrale che Berlioz ne fece nel 1841. In questa versione l'opera si apre con uno splendido assolo del violoncello, quasi un recitativo strumentale, che dà voce al cavaliere, al cui invito la dama sembra inizialmente mostrarsi ritrosa nel dolce suono dei legni. Poco dopo la dama cede agli inviti del cavaliere e si fa coinvolgere nel vorticoso ritmo della danza, all'interno della quale spicca il celebre tema centrale che ricorda i primi valzer di Johann Strauss Padre; nel finale il cavaliere non può far altro che ringraziare la dama con un inchino reso sempre dal violoncello solista.

Nato il 30 aprile 1870 a Komárom da padre ungherese e da madre viennese, Franz Lehár, nel 1902, anno di composizione del Gold und Silber (Oro e Argento), valzer op. 79, non aveva ancora iniziato la brillante carriera di compositore di operette che gli avrebbe permesso di conseguire una grande e imperitura notorietà. Egli, infatti, era ancora Militärkappelmeister del 26 reggimento di Fanteria di stanza a Vienna e aveva tentato senza molta fortuna di comporre qualche operetta. Proprio nel 1902 si ebbe una svolta nella carriera di Lehár in seguito alla commissione da parte della Principessa Pauline von Metternich della composizione di un valzer per il ballo di gala del 27 gennaio 1902 il cui tema era Oro e Argento. Lehár si mise subito a lavoro e compose questo valzer il cui titolo si riferisce proprio al tema dell'evento mondano per il quale era stato scritto. Il valzer, che non solo ottenne un immediato successo tanto che gli invitati chiesero subito il bis, ma portò Lehár all'attenzione di editori musicali ed impresari teatrali di tutta Europa, preannuncia alcune caratteristiche della futura produzione operettistica tanto che spesso viene incluso nelle rappresentazioni della sua operetta più popolare, La vedova allegra, alcune volte nel corso del terzo atto, altre, durante il secondo atto. Aperto da un'introduzione scintillante, il valzer si distingue per una scrittura perfettamente bilanciata dal punto di vista tematico e per una serie di contrasti emotivi, mentre il triangolo dà un tocco "argenteo".

Joseph Strauss non raggiunse mai in campo musicale la stessa notorietà del fratello maggiore Johann che, da parte sua, lo incoraggiò a seguire la sua vocazione di musicista. Joseph, infatti, pur essendo dotato di uno straordinario talento artistico, che non manifestò solo nella musica, ma anche nella pittura e nella poesia, in un primo tempo, decise di intraprendere gli studi di architettura adeguandosi alle scelte paterne e nel 1853, quasi a ribadire la sua diffidenza nei confronti della carriera di musicista, intitolò la sua prima opera, una serie di valzer, Der ersten und die Letzen (I primi e gli ultimi). Convinto dal fratello, Joseph decise di dedicarsi completamente alla composizione e alla direzione d'orchestra soltanto nel 1856, anche se la morte, sopravvenuta nel 1870 quando aveva appena quarantatré anni, ha limitato certamente la sua produzione musicale che consta di Valzer, Polche, Quadriglie e Marce, nelle cui melodie traspare una bellezza poetica. Tra le numerose composizioni va segnalata questa raffinata polca-mazurca, La Libellula, che scivola leggera con l'elegante e dolce tema iniziale che funge da refrain.

Molto più famoso fu certamente il fratello maggiore Johann Strauss figlio, il quale divenne il più importante compositore di valzer nella Vienna degli Asburgo dopo il repentino quanto inatteso successo ottenuto al suo primo concerto, il 15 ottobre 1844, nonostante fosse contrastato dal padre che aveva assoldato una claque per fischiarlo. Alla morte del padre, nel 1849, Strauss ottenne la carica di direttore dei balli di corte, da lui mantenuta fino al 1871, quando decise di dedicarsi al teatro, dopo aver composto la maggior parte della sua produzione di valzer, che consta di circa 170 lavori. Composto nel 1860 per il ballo degli studenti di Ingegneria in occasione della festa di San Valentino, Accelerationen-Walzer è legato ad un aneddoto riportato dalle principali biografie del compositore, ma negato da Strauss quando era ormai anziano. Secondo questo aneddoto Strauss, dopo aver diretto per tutta la notte alla Sofienbad-Saal di Vienna, si sarebbe rilassato bevendo un bicchiere di vino. In quel momento un membro del comitato gli avrebbe ricordato del valzer che gli era stato commissionato per il ballo che si sarebbe dovuto tenere quella sera sempre alla Sofienbad-Saal. Strauss, che si era totalmente dimenticato, avrebbe composto in appena mezz'ora il valzer che annotò sul retro di un menù. Il valzer, il cui titolo trae spunto da termini tecnici del linguaggio dell'ingegneria, si apre con un'introduzione caratterizzata da una lunga nota tenuta da cui prende avvio un tema scorrevole e in accelerando che caratterizza il primo dei cinque temi su cui si basa questa pagina brillante ed elegante.

Piuttosto travagliata e legata a spiacevoli esperienze familiari fu la composizione dell'operetta Eine Nacht in Venedig, che, rappresentata per la prima volta al Neues Friedrich-Wilhelmstädtisches Theater di Berlino il 3 ottobre 1883, non ottenne il successo sperato. Già nel 1882 Strauss aveva pensato, su suggerimento della seconda moglie, la giovane cantante Angelika Dittrich, di scrivere un'opera di ambientazione italiana e aveva abbozzato un libretto intitolato Venezianische Nächte (Notti veneziane). Non molto tempo dopo sempre su suggerimento della moglie Strauss accettò il libretto di F. Zell (pseudonimo di Camillo Walzel, 1829-1895) e Richard Genée (1823-1895) e si mise a lavorare alacremente alla composizione dell'operetta nella primavera del 1882. Quando era giunto già all'orchestrazione nel mese di settembre, l'improvvisa fuga della moglie che aveva già da tempo una relazione con Franz Steiner, direttore del Theater an der Wien, indusse Strauss ad interromperne la composizione che riprese solo dopo aver ottenuto il divorzio. Indispettito per la vicenda familiare, Strauss decise allora di non far rappresentare l'operetta a Vienna, ma a Berlino dove lo accompagnò Adele Deutsch che sarebbe diventata la sua terza moglie. A Berlino l'operetta non ebbe il successo che, invece, le arrise quando fu rappresentata in seguito ad una rapida rielaborazione a Vienna il 9 ottobre 1883, come si evince anche da quanto scritto dal recensore del «Die Presse»:

"Un tumulto di applausi, che è durato diversi minuti, ha salutato il maestro tornato a casa dall'estero. La gioia è stata poi così grande, ed espressa in modo così rumoroso, che dal clamore non ci si era neppure resi conto che l'orchestra aveva cominciato a suonare. Il ruggito di applausi che era stato interrotto, è poi ripreso al termine dell'ouverture. Sarebbe troppo noioso, per i nostri lettori, se riportassimo in dettaglio tutte le ovazioni raccolte da Johann Strauss durante la serata. Vorremmo semplicemente far notare che vi fu domanda per diverse ripetizioni di quasi ogni parte dell'operetta".

Divenuta uno dei più importanti successi teatrali di Strauss, l'operetta si apre con una splendida ouverture, caratterizzata dall'alternanza di spunti marziali e vivaci motivi di valzer, mentre l'ambientazione veneziana emerge nella raffinata, cullante e languida barcarola (Andante mosso in 6/8).

Lavoro giovanile, Moulinet Polka op.57 di Josef Strauss si distingue per la garbata ironia presente già nel piacevole ed orecchiabile tema esposto dagli archi in staccato che funge da refrain e informa il travolgente finale.

Legato, dal punto di vista melodico, all'operetta Das Spitzentuch der Königin (Il fazzoletto di pizzo della regina) che fu rappresentata per la prima volta con notevole successo il primo ottobre 1880 al Theater an der Wien, il valzer Rose del sud (Rosen aus dem Süden), riscosse un successo maggiore dell'operetta stessa alla prima esecuzione del 7 novembre 1880 al Musikverein sotto la direzione del fratello Eduard; il valzer fu apprezzato soprattutto per il carattere poetico della sua musica ricca di un fascino tipicamente viennese presente già nell'introduzione. Pubblicato in due versioni diverse, delle quali la seconda è dedicata al re Umberto I nel più profondo rispetto, questo lavoro trae il suo materiale melodico precisamente da due arie dell'operetta, tra cui quella del re del primo atto Stets kommt mir wieder in den Sinn, il famoso ritornello che Strauss affermò di aver riscritto ben 12 volte, e dalla romanza del secondo atto Wo die Wilde erblht Rose.

"Egregio Signore, la recente esecuzione del vostro splendido valzer mi ha dato un tale piacere che non posso fare a meno di chiedervi di accettare un piccolo omaggio in ricordo di questa serata eccezionale. Non vedo l'ora di venire a conoscenza di un'altra delle sue magnifiche melodie che tanto rallegrano le mie ore. Con il massimo rispetto".

Così si espresse sul valzer, Storielle del bosco viennese, in una lettera indirizzata a Strauss la principessa Marie Hohenlohe-Schillingsfürst, moglie di quel principe Constantin Hohenlohe-Schillingsfürst, al quale è dedicata questa composizione. Strauss, infatti, aveva composto questo valzer nel mese di giugno del 1868 per un festival estivo organizzato dal principe nella sua residenza. Eseguito per la prima volta in pubblico il 19 giugno 1868 nel Volksgarten in occasione di un concerto di beneficienza organizzato dai tre fratelli, il valzer ebbe un successo tale che fu replicato per ben 4 volte insieme a tutte le nuove composizioni di Strauss. Tre giorni dopo il successo fu replicato in occasione del concerto per i festeggiamenti per l'inizio dell'estate organizzati dalla Wiener Männergesang-Verein (Associazione corale maschile di Vienna) davanti a un pubblico di 5000 persone. Opera di ampio respiro, Storielle del bosco viennese è quasi un poema sinfonico nel quale appare evocata l'atmosfera dei sobborghi di Vienna e della campagna vicina. Aperto da un'ampia introduzione, che evoca le passeggiate nel bosco viennese attraverso una scrittura rapsodica, il valzer si basa su un tema di Ländler di J. Strauss padre. Tra gli strumenti usati si segnala anche la cetra, lo strumento popolare austriaco.

Al 1869 risale la composizione della polca veloce Éljen a Magyar! (Viva gli ungheresi!), che costituisce un omaggio nei confronti del popolo ungherese. Dedicata alla nobile nazione ungherese, la polca fu composta da Johann, infatti, per il concerto di inaugurazione, il 16 marzo 1869, del nuovo Redoutensaal (Ridotto) di Pest dove i tre fratelli Strauss si erano recati prima di partire per una serie di concerti estivi che li avrebbe visti protagonisti dal 9 maggio al 10 ottobre nella cittadina russa di Pavlovsk. Questo brillante brano, che alla prima esecuzione fu accolto in modo trionfale, si conclude con una coda che si ispira alla Ràkòczi-Marsch, una canzone patriottica molto popolare in Ungheria, già utilizzata da Berlioz nella sua opera La damnation de Faust.

Grandissimo virtuoso del violino al quale Edward Edgar dedicò il suo Concerto per violino e orchestra, Fritz Kreisler fu un vero e proprio enfant prodige. All'età di 12 anni, dopo aver concluso precocemente i suoi studi al Conservatorio di Parigi, dove aveva studiato con musicisti importanti quali Jules Massenet, Anton Bruckner, Léo Delibes, debuttò alla Steinway Hall di New York il 10 novembre 1888; ritornato in patria, però, Kreisler non ottenne gli stessi trionfi conseguiti all'estero e addirittura fu scartato a un'audizione dei Wiener Philharmoniker. Dopo essersi dedicato per un certo periodo di tempo alla medicina e alla pittura, ritornò alla musica, diventando uno dei più apprezzati virtuosi del suo tempo. Tra le sue numerose composizioni per violino ricordiamo Le tre antiche danze viennesi (1910) per violino e pianoforte, la seconda delle quali è appunto Liebesleid, un tenero e malinconico Ländler caratterizzato da un tema sincopato pieno di pathos, la cui orchestrazione è stata realizzata da Chas J. Roberts.

Franz von Suppé, nato a Spalato, in Iugoslavia, il 18 aprile 1819 da padre italiano, ma di origine belga, e da madre viennese di origine ceco-polacca, ebbe il merito di aver tentato, per primo, la creazione dì un'operetta viennese, caratterizzata, a differenza di quella francese, dal sentimento, dalla passione e, soprattutto, dalla nostalgia del tempo antico, dello splendido periodo del Congresso, del periodo delle grandiose feste dove dominava, appunto, il valzer che non a caso sta alla base della gran parte delle operette austriache. Alla morte del padre che aveva ostacolato la sua passione per la musica facendogli frequentare a Padova la facoltà di Giurisprudenza, Suppé si trasferì con la madre a Vienna dove studiò composizione con Ignaz von Seyfried e con Sechter e dove, molto giovane, nel 1846, ottenne un discreto successo con Dichter und Bauer (Poeta e contadino). Rappresentata, per la prima volta, al Carltheater di Vienna il 24 marzo 1866, Die leichte Cavallerie (La cavalleria leggera) è una delle operette più importanti di Suppé, nella quale è presente un carattere parodistico in quanto in essa è ridicolizzata la vita militare dell'Impero. L'ouverture si apre con una maestosa e, al tempo stesso, ironica fanfara con le due trombe che intonano un motivo pieno di accenti militareschi. La deformazione ironica, che investe questa rappresentazione della vita militare, è immediatamente evidente in questa ouverture dove motivi di danze e briosi temi degli archi si mescolano ai magniloquenti interventi degli ottoni e dei legni.


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