Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)

Jin Ju, dalla Cina con furore (pianistico)

PDFStampaE-mail

jinju-pianoforte2

Palermo, 2 gennaio 2017 - La pianista Jin Ju è la protagonista del primo concerto in abbonamento del 2017 dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, diretta da Simone Bernardini, sabato 7 gennaio (20,30) e domenica 8 gennaio (17,30). Valutata in Cina tra le più grandi e virtuose del suo Paese, riconosciuta dalla critica internazionale per la perfezione tecnica, la sensibilità focosa e l'incredibile trasparenza dei dettagli narrativi, Jin Ju è un astro sempre crescente nel panorama internazionale. Nata a Shanghai da una famiglia di musicisti, Jin Ju ottiene il diploma e il master al Conservatorio di Pechino, quindi riceve il master all'Accademia pianistica internazionale di Imola e numerosi altri premi che le spianano la strada verso una carriera internazionale di sicuro successo. In programma il Concerto n.3 in do minore op.37 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n.4 in mi minore op.98 di Johannes Brahms.

Il Concerto n.3 in do minore Op.37 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven. L'opera vede la luce nel 1800, ma fu probabilmente ideato nelle grandi linee già nel 1797. È costituito dai movimenti Allegro con brio; Largo, Mi maggiore Rondò: Allegro. La prima ecesuzione del concerto avvenne al Theater an der Wien il 5 aprile del 1803, con Beethoven al pianoforte. A dirigere l'orchestra Ignaz von Seyfried. Nella replica del 1804 fu Beethoven a dirigere l'orchestra e Ferdinand Ries il solista.

La Sinfonia n. 4 in mi minore Op. 98. E' ritenuta uno dei capolavori di Brahms. Ultima delle quattro sinfonie del compositore e pianista tedesco, ebbe una lunga gestazione. Fu lo stesso Brahms a eseguire privatamente la sinfonia in un duo. Fu in quella circostanza che Max Kalbeck, amico e biografo del compositore, riportò che il critico Eduard Hanslick, all'ascolto del primo movimento in questa prima esecuzione disse: "Per l'intero movimento ho avuto l'impressione di essere picchiato da due persone incredibilmente intelligenti". Successivamente Hanslick si espresse con maggior approvazione nei confronti dell'opera. La prima esecuzione pubblica avvenne a Meiningen il 25 ottobre 1885 con Brahms sul podio. La sinfonia fu accolta con gran successo di pubblico e critica. E' divisa in quattro movimenti Allegro non troppo (mi minore); Andante moderato (mi maggiore); Allegro giocoso (do maggiore); Allegro energico e passionato (mi minore).

Biglietti al Botteghino del Politeama e un'ora e mezza prima del concerto: 10-25 euro. Info: 0916072532/533 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - vivaticket

www.orchestrasinfonicasiciliana.it

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

Note biografiche

Simone Bernardini, direttore

Dopo avere occupato il posto di primo violino presso l'Orchestre National de Lyon (1998-1999 stagione), presso l'Orchestra della Juilliard School (2001), alla Filarmonica di Berlino (occasionalmente durante le stagioni 2005-2006 e 2012-1013), presso l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano (dalla stagione 2006-2007 alla stagione 2012-2013), presso la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino (stagione 2012-2013) così come presso presso l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia (stagione 2013-2014) ed essere stato invitato per la stagione 2007-2008 dalla Bavarian Radio Symphonieorchester, Simone Bernardini collabora regolarmente sia con la Chamber Orchestra of Europe che con l'Orchestra Filarmonica di Vienna e Berlin. Dal 2007 si esibisce sia come primo violino che come solista dell'Ensemble European Soloists (I Solisti d'Europa) composto esclusivamente dai solisti della Filarmonica di Vienna, Berlino, Scala e dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino.

In qualità sia di solista che musicista da camera, il M° Bernardini si è esibito nei Festival e nelle sale più importanti del mondo quali la Carnegie Hall (1999, 2007 e 2009), Lincoln Center e Bargemusic Concert a New York, la Concertgebouw di Amsterdam, la Filarmonica di Berlino, il Teatro alla Scala di Milano e all'Auditorium della RAI di Torino tra l'altro. Le sue attività sono regolarmente registrate e trasmesse dalle stazioni radio e televisive in tutto il mondo, la sua registrazione delle opere per trio e pianoforte di Liszt ha ricevuto il Diapason d'Or nel 2007; la sua prima registrazione per la Deutsche Grammophon è uscita durante la stagione 2013-2014.

Dopo avere assistito Leonard Slatkin e Ivan Fischer e diretto, rispettivamente, la European Union Youth Orchestra e l'Orchestra giovanile Gustav Mahler durante le prove, ha iniziato gli studi di direzione d'orchestra al Conservatorio di Parigi per poi studiare con Bernard Haitink a Lucerne. Il suo debutto parigino come direttore d'orchestra risale al 1999 e nel 2000 al Festival Musical d'Automne de Jeunes Interprètes, Festival, dove si era esibito come solista cinque volte, due anni prima. Successivamente ha diretto al Festival di Santander, al Teatro di Monte Carlo, al Théâtre de l'Athénée de Paris, al Théâtre de Fontainebleau, all'Auditorium de Vincennes, l'Orchestre Philharmonique du Luxembourg, per tre stagioni l'Orchestre Musikene de San Sebastian, l'Orquestra de Menorca, per due stagioni l'Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte e ha realizzato con questa stessa orchestra una registrazione audio/video in diretta dall'Auditorium Lingotto di Torino nel 2009. Tra il 2003 e il 2009 ha diretto ogni stagione l'Orchestra Ostinato al momento residente presso l'Opera Comique di Parigi. Nel 2006 ha diretto l'integrale dei concerti per pianoforte di Mozart al Festival Opera Barga e due opere nel 2009 e nel 2010. Nel 2008 ha diretto un Familienkonzert nella Sala della Filarmonica di Berlino, e i suoi colleghi della Filarmonica di Berlino che diretto nuovamente nel 2009. Dal 2010 è stato invitato all'Eastern Music Festival negli USA Uniti e dal 2011-2012, ogni stagione, al Festival de Música de Santa Catarina in Brasile. Nella stessa stagione, dopo una tournée in Asia dove ha diretto la Nona Sinfonia di Beethoven e la Nona Sinfonia di Mahler con le orchestre di Kyoto e Osaka, ha diretto il Concerto di Capodanno della Philharmonisches Kammerorchester Berlin. A Osaka nel 2012 ha diretto un programma comprendente la Quinta Sinfonia Schostakovitch. Ancora ad Osaka nel 2013 (programma tra cui la Prima Sinfonia di Brahms e l'Uccello di fuoco di Stravinskij), a Kyoto (con la Quarta Sinfonia di Brahms) e la prima volta con la Kansai Philharmonic Orchestra (Quinta Sinfonia di Beethoven e il Lohengrin di Wagner) e al Festival UniMúsica Bogotá (con la Carmen di Bizet, il Flauto Magico di Mozart, Britten ecc). Dal 2005 è Direttore preparatore della Junge Deutsche Philharmonie e dalla stagione 2011-2012 occupa la stessa posizione alla Deutsch-Skandinavische Jugend Philharmonie. Dal settebre 2016 è Direttore stabile dell'Orchestra Sinfonica Siciliana.

Dopo aver insegnato presso l'Eastern Music Festival (USA), presso il Festival Euroasia à Seoul, presso l'Académie Européenne de Musique d'Aix en Provence così come presso la Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, presso il Festival de Música de Santa Catarina in Brasile e aver occupato il posto di professore à presso l'Université Musikene de San Sebastian per quattro anni, egli è attualmente Professore all'Universität der Künste di Berlino e Professore invitato alla Kyoiku University d'Osaka e all'Universités Corpas et UniMúsica di Bogotá e all'Université d'Oulu en Finlande.

 

Jin Ju, pianoforte

jin-ju"Jin Ju è una dei migliori giovani pianisti che abbia sentito da anni. Il suo approccio entusiasmante e dinamico al far musica è semplicemente meraviglioso! ..." – Bernard Lee, Sheffield Telegraph

Valutata in Cina tra i più grandi virtuosi del suo Paese, riconosciuta dalla critica internazionale per la perfezione tecnica, la sensibilità focosa e l'incredibile trasparenza dei dettagli narrativi, Jin Ju è un astro sempre crescente nel panorama internazionale.

Nata a Shanghai da una famiglia di musicisti, ottiene il Diploma e il Master al Conservatorio di Pechino, quindi riceve il Master all'Accademia Pianistica Internazionale di Imola, il Diploma e la Medaglia d'Oro in "Professional Performance" del Royal North Music College di Manchester, nonché il Diploma d'Onore dell'Accademia Chigiana di Siena.

Premiata in prestigiosi concorsi internazionali quali il Cajkovskij di Mosca e il Queen Elizabeth di Bruxelles, si è aggiudicata la vittoria di competizioni quali China National Piano Competition, Beethoven Society Competition di Londra, UNISA International Piano Competition, Concorso Pianistico Internazionale Theodor Leschetizky, Concorso Internazionale Rumeno di Bucarest.

Si è già esibita in alcune tra le più importanti sale da concerto, tra cui in Europa le Konzerthaus di Berlino e Vienna, la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, il Palais de Beaux Arts di Bruxelles, la Bridgewater Hall di Manchester. In Italia è stata ospite delle migliori sale, tra cui il Teatro della Pergola di Firenze, la Sala Maffeiana di Verona, la Sala Verdi di Milano, ecc. In Cina si esibisce regolarmente in tutte le principali sale da concerto e per le maggiori stagioni, ed è stata tra i primi pianisti ad essere invitati a suonare all'interno della Città Proibita.

Ha collaborato ripetutamente in qualità di solista con importanti orchestre in tutti i cinque continenti. Tra esse China National Symphony Orchestra e Macao Symphony, BBC Philharmonic, Belgian National Orchestra, Orchestra Philarmonique de Lìege and Wallonia Royal Chamber Orchestra, Russian State Symphony, Oslo Symphony, Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, Taiwan Symphony, Auckland Philarmonia Orchestra, South Africa New Philharmonic and Johannesburg Philharmonic, e molte altre.

Jin Ju si sta affermando anche come uno dei nomi di maggior interesse internazionale nell'ambito dell'esecuzione su strumenti storici. Nel 2009 ha tenuto un concerto straordinario presso la Sala Nervi di Città del Vaticano, davanti a 5000 persone e al Papa Benedetto XVI e trasmesso in mondovisione, presentando nella stessa serata musiche da Scarlatti a Liszt su sette diversi strumenti d'epoca (dagli inizi del secolo XIX ai nostri giorni).

La sua incisione dello Yellow River Piano Concerto con la Macao Symphony Orchestra ha ottenuto una diffusione enorme in tutta la Cina, tanto da venire inserito nella rosa dei primi 10 successi mondiali per la musica classica. Il primo disco inciso in Occidente, uscito per l'etichetta Frame con l'integrale degli Studi di Debussy, è stato accolto con grande entusiasmo sulle riviste specializzate.

Nell'estate 2010 Jin Ju ha firmato un contratto di esclusiva con l'etichetta tedesca MDG. Due CD sono già stati pubblicati nel 2011: il primo, dedicato a Schumann, ha ricevuto importanti recensioni dalla critica internazionale; il secondo, dedicato a due grandi sonate quali l'"Appassionata" di Beethoven e la Sonata in do minore D958 di Schubert assieme alle inusuali Variazioni di Czerny su "La Ricordanza", è stato premiato a Berlino con l'ECHO Klassik Award 2012 come Miglior Disco dell'anno.

I suoi concerti sono stati trasmessi dalla radio e dalla televisione in tutto il mondo (NPR "Performance Today" negli USA, "Sky Classica" in Italia, "Canvas" in Belgio, BBC in Inghilterra ecc.). La Televisione e la Radio Nazionali Cinesi regolarmente trasmettono suoi concerti e incisioni, ed ha ricevuto speciali premi e riconoscimenti dal Ministero della Cultura Cinese. Nel 2008 la Televisione di Stato Cinese CCTV ha realizzato un lungo ed approfondito documentario interamente dedicato alla sua vita, trasmesso a più riprese sul canale tematico principale della Nazione.

Jin Ju è stata membro di facoltà al Conservatorio Centrale di Pechino e ha insegnato al Royal Northern Music College di Manchester. Attualmente è docente presso l'Accademia Pianistica Internazionale di Imola e tiene numerose masterclass in Cina, Europa e Stati Uniti.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Ludwig van Beethoven

(Bonn 1770 – Vienna 1827)

Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37

Allegro con brio

Largo

Rondò (Allegro)

Durata: 36'

Il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra op. 37 segna un cambiamento nello stile di Beethoven che, staccandosi dai modelli tradizionali e sfruttando le potenzialità degli strumenti usati in quel periodo, inaugurò la fase romantica della forma del concerto in cui il solista intraprende quasi una gara con l'orchestra; ciò comportò, per il pianoforte, la perdita del suo caratteristico stile ornato e l'utilizzo di una maggiore robustezza che lo avrebbe trasformato in protagonista. Il Concerto, la cui composizione risale all'inizio del 1800, dedicato al principe Luigi Ferdinando di Prussia, fu eseguito per la prima volta a Vienna il 5 aprile 1803 con la direzione di Ignaz von Seyfried e con lo stesso Beethoven al pianoforte. Per questo concerto, nel quale furono eseguite anche altre pagine beethoveniane e, in particolar modo, Cristo sul monte degli Ulivi, la Seconda e la Prima sinfonia, il compositore di Bonn decise di raddoppiare quando addirittura non triplicò i prezzi dei biglietti suscitando qualche commento malevolo sulla stampa locale. Nonostante le attese e i preparativi il concerto rischiò di saltare a causa del sabotaggio messo in atto dal Barone von Braun, impresario degli altri due maggiori teatri di Vienna. L'anno successivo fu lo stesso Beethoven a dirigere il concerto con Ferdinand Ries come solista. Alla prima esecuzione Beethoven suonò quasi a memoria essendo la partitura incompleta, come apprendiamo da una dichiarazione dello stesso Seyfried, che quella sera voltò le pagine per lui:

"Non vidi quasi niente, ma fogli vuoti, al più, su una pagina o un'altra geroglifici egiziani, interamente incomprensibili per me, erano scarabocchiati giù per servire come tracce per lui, per cui egli suonò quasi tutta la parte a memoria, come avveniva spesso, egli non aveva avuto il tempo di metterla tutta giù sulla carta".

Il compositore provvide in un tempo molto breve alla stesura della parte pianistica che risultò di grande livello virtuosistico per l'epoca, come ci è testimoniato da quanto scrisse un recensore dell'«Allgemeine Musikalische Zeitung» a proposito dell'esecuzione del Concerto durante l'Accademia, tenuta all'Augarten di Vienna il 26 luglio 1804 con Ferdinand Ries al pianoforte:

"Il signor Ries ha presentato un'esecuzione molto serrata ed espressiva, come pure un'abilità e una sicurezza rare nel superamento delle notevoli difficoltà".

Nonostante il periodo difficile che Beethoven stava vivendo, il Concerto presenta importanti aspetti innovativi tra cui le dimensioni molto ampie rispetto agli altri lavori del genere e il carattere romantico di alcuni temi dei quali il secondo del primo movimento spicca per il suo straordinario lirismo. Il primo movimento, Allegro con brio, si apre con una tradizionale lunga esposizione orchestrale che precede l'ingresso del solista impegnato sin dall'inizio a gareggiare con l'orchestra grazie a tre perentorie scale. Il primo tema, per il suo carattere solenne, non può non ricordare il tema principale dell'Eroica, mentre il secondo, in netto contrasto con il precedente, è di carattere cantabile e lirico. Questo primo movimento, la cui scrittura si richiama alla tradizione del concerto militare, ha un forte senso drammatico che raggiunge il suo culmine nella parte conclusiva con il dialogo fra pianoforte e timpani. Il secondo movimento, Largo, presenta un carattere contemplativo ottenuto con un ampio flusso melodico esposto dal pianoforte e ripreso dagli archi con sordina. L'ultima parte del movimento è caratterizzata dal ritorno del clima iniziale in una scrittura più armonica che melodica.

Il Rondò conclusivo, ad un ascolto superficiale, può apparire come un ritorno ad una scrittura più tradizionale, ma il tema iniziale, che si estende per otto misure, è uno dei più lunghi scritti da Beethoven in un Concerto per pianoforte e orchestra; alcune armonie dissonanti, collocate all'inizio del ritornello e apparse al pubblico contemporaneo particolarmente insolite, costituiscono un'ulteriore conferma della modernità di questo Concerto.

 

Johannes Brahms

(Amburgo 1833 – Vienna 1897)

Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98

Allegro non troppo

Andante moderato

Allegro giocoso

Allegro energico e appassionato

Durata: 44'

Composta nell'estate del 1885 nel villaggio di Mürzzuschlag, in Stiria, dove Brahms stava trascorrendo un soggiorno estivo delizioso, come egli stesso confidò a Clara Schumann, la Sinfonia n. 4 conobbe un successo tanto grande quanto inatteso, nonostante la decisione del compositore di non presentare la sinfonia in pubblico perché poco soddisfatto del lavoro compiuto. Hans Neunzig, uno dei suoi biografi, scrisse a tale proposito:

"Terminata la Quarta Sinfonia e finita l'estate, Brahms rientra a Vienna. Il rituale si ripete: come di consueto tocca a Brahms e a Ignaz Brüll presentare il nuovo lavoro in casa di Ehrbar, fabbricante di pianoforti, ai primi d'ottobre (nella trascrizione per due pianoforti approntata dall'autore): presenti Hanslick, Billroth, Dömpke, il critico Pohl e il direttore d'orchestra Richter. Brahms e Brüll erano ai due pianoforti; Hanslinck e Billroth voltavano le pagine. Le reazioni? Silenzio generale. Alla fine della prova, pare che i presenti si siano messi a parlare di tutto, tranne che della nuova Sinfonia. Gli amici viennesi, scelti tra i più fedeli, rimangono però sconcertati, tanto che Brahms decide di organizzare una seconda audizione. Le cose non sembrano andare meglio. Brahms rimane scosso ed è quasi deciso a non rischiare di presentare al pubblico la nuova Sinfonia. Bülow manifesta il proprio entusiasmo e gli chiede di venire a Meiningen per preparare la prima esecuzione pubblica. Rincuorato, Brahms parte immediatamente per Meiningen, portando con sé i primi movimenti della partitura. [...] Il 25 ottobre Brahms, assai inquieto, sale sul podio. Si rende conto che la sinfonia non può essere un fiasco: eppure è lontanissimo dal prevedere il successo che gli verrà riservato. Dopo il primo e dopo il secondo movimento si scatena un'ovazione prolungata ed entusiasta. Dopo il terzo, il pubblico tenta di ottenere il bis, ma Brahms attacca subito il quarto movimento, che culmina in un'autentica apoteosi. La notizia si diffonde nell'intera Europa musicale e tutti i grandi centri si prenotano per presentare il lavoro".

Il successo fu strepitoso e Brahms, forse troppo geloso del suo lavoro, diresse sempre personalmente in tutta Europa la sua sinfonia senza lasciare nemmeno per una volta il podio a Bülow che sperava di dirigerla a Francoforte. La rottura tra i due musicisti fu immediata quanto irreparabile.

Il primo movimento, Allegro non troppo, in forma-sonata si distingue per la straordinaria ricchezza tematica, in quanto ai due temi principali si affiancano quattro idee secondarie per lo più derivate da essi. Il primo tema, basato su un ritmo di ciaccona, domina l'intero movimento mentre il secondo è costituito da una frase melodica di intenso lirismo. Ad esso segue una terza idea tematica affidata agli strumenti a fiato e nello spirito della fanfara. Nello sviluppo emerge la grande perizia contrappuntistica di Brahms che si mescola a una scrittura molto intensa dal punto di vista espressivo che raggiunge toni esasperati nella coda.

Molto semplice dal punto di vista formale è il secondo movimento, Andante moderato, di carattere malinconico il cui tema nobile, affidato prima ai corni e poi ai legni, si distingue per le sue modulazioni arcaizzanti che evocano un clima leggendario di ballata. Questo clima si alterna con un secondo tema di vaga ascendenza beethoveniana e dalla scrittura più lirica e solenne. Tale tema, esposto dagli archi, finisce per permeare di sé anche quello iniziale.

L'energico terzo movimento, Allegro giocoso, che per il suo ritmo in 2/4 si avvicina allo Scherzo, è, dal punto di vista formale, un rondò-sonata con un secondo episodio di carattere lirico.

Il Finale, Allegro energico e appassionato, costituisce una mirabile sintesi dell'intera composizione con le sue ben 36 variazioni su un tema di otto note che ricorda, per la sua struttura, la ciaccona della cantata Meine Tage in den Leiden di Bach. Le variazioni sono disposte in modo da formare dei nuclei ben definiti con le prime dodici che presentano un carattere vigoroso e si contrappongono ad altre espressive. Bella è l'impetuosa coda di questo Finale che si può considerare come una vera e propria apoteosi della variazione, forma nella quale Brahms eccelse e di cui ci lasciò, nella sua produzione pianistica e sinfonica, fulgidi esempi.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visualizza la nostra privacy policy cliccando qui.

Accetto i cookies da questo sito.