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Al Politeama musiche di Dorman e Šostakovič

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Il concerto segna il debutto del giovane Francesco Barone, solista alle percussioni, vincitore dell'edizione "Crescendo 2016", il concorso per la ricerca dei giovani Talenti indetto dalla Fondazione. Sul podio, a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana, Marcus Bosch

Palermo, 9 gennaio 2017 - Il Concerto di venerdì 13 gennaio 2017 (20,30) e sabato 14 gennaio (17,30) al Politeama Garibaldi presenta la particolarità del debutto di Francesco Barone, solista alle percussioni, vincitore dell'edizione "Crescendo 2016", il concorso per la ricerca dei giovani Talenti indetto dalla Fondazione. Sul podio, a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana, Marcus Bosch. Questo il programma: Avner Dorman (1975) Frozen in time, per multipercussione e orchestra; Dmitrij Dmtrevič Šostakovič(1906 –1975) Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141.

Il concerto inaugura la stagione "smart" dell'Orchestra sinfonica Siciliana, composta di 22 appuntamenti con prezzi estremamente vantaggiosi per studenti e under 30 e per le categorie che godono di sconti come da regolamento.

Frozen in time, per multipercussione e orchestra. La composizione è divisa in tre movimenti: Indoafrica, Eurasia, Le Americhe. E' opera del quarantunenne Avner Dorman, il più giovane compositore israeliano ad aver vinto il Premio Israele. Composto nel 2007, Frozen in time si ispira alla struttura geologica della terra in epoca preistorica. Il titolo, infatti, si riferisce a delle immaginarie istantanee che testimonierebbero lo sviluppo geologico della superficie terrestre dalla Pangea ai giorni nostri. Il primo movimento, Indoafrica, aperto da un gesto d'effetto che sembra simulare una valanga, è caratterizzato, infatti, da temi che si basano sulle scale indiane e sui tala, cicli di unità ritmiche di diversa lunghezza tipici della musica indiana. Suggestioni derivate dal gamelan, un'orchestra costituita principalmente da percussioni di origine indonesiana informano la sezione iniziale della parte solistica che si svolge sulla marimba, mentre l'uso dei tamburi porta l'ascoltatore in un ambiente africano. Il movimento si conclude con una fuga basata sui temi iniziali.

La maggior parte del materiale tematico del secondo movimento, Eurasia, aperto dalla grancassa che esegue un ritmo di Siciliana, è costituito dalla rielaborazione di alcune Siciliane di Mozart (Concerto per pianoforte e orchestra K.488, Sonata K.280, Rondo K.511 e l'aria "Ach, ichFühl's"), che si mescolano ad elementi dell'Asia centrale rappresentati dalle campane.

L'ultimo movimento, Le Americhe, formalmente un rondò, il cui refrain è costituito da elementi tratti dalle principali culture musicali americane, è un'ampia carrellata dei diversi stili e generi musicali del Nuovo Continente come si può vedere anche nelle altre sezioni dove appaiono suggestioni del Tango argentino, del Jazz afrocubano, dello swing e del minimalismo.

Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141. E' ritenuta una sorta di testamento spirituale del compositore. Composta nell'estate del 1971 riflette la precarietà delle condizioni fisiche del musicista russo. Nonostante la paralisi al braccio destro, negli ultimi anni di vita Šostakovič, continuò a comporre. La sinfonia prese vita nell'ospedale di Kurgan, duranta il ricovero del compositore. La prima esecuzione, avvenne l'8 gennaio 1972 a Mosca con l'orchestra della Radio Sovietica diretta dal figlio Maxim. E' divisa nei seguenti movimenti: Allegretto; Adagio, Largo, Adagio, Largo; Allegretto; Adagio, Allegretto, Adagio, Allegretto.

Biglietti al Botteghino del Politeama e un'ora e mezza prima del concerto: 10-25 euro. Info: 091 6072532/533

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www.orchestrasinfonicasiciliana.it

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Marcus Bosch, direttore

boschE' direttore generale musicale del Teatro nazionale e dell'Orchestra Filarmonica di Norimberga sin dal 2011 e direttore ospite principale dell'Orchestra Filarmonica di Costanza dal 2016. Dal 2010 è direttore artistico del festival lirico di Heidenheim e cofondatore nonché direttore del festival la Cappella Aquileia.

Dopo il suo debutto a 24 anni con l'Orchestra nazionale filarmonica tedesca Palatinat di Renania, il direttore, d'origine brasiliana e italiana, ha iniziato una brillante carriera che l'ha portato a dirigere nei teatri nazionali di Wiesbaden e Sarrebruck nonché presso l'Orchestra de Halle. Dal 2002 al 2012 è stato direttore generale musicale a Aix la Chappelle. Successivamente è stato invitato a dirigere le più grandi orchestre in Europa, Asia e America sia nel repertorio lirico che sinfonico.

La sua competenza stilistica di direttore d'orchestra è testimoniata dalle numerose prime esecusioni da lui dirette presso la Biennale di Monaco e dalla vincita del Premio Haendel della Città di Le Havre. In questi ultimi anni ha prodotto una cospicua discografia compresa l'acclamata completa registrazione delle sinfonie di Brahms e di Bruckner con l'Orchestra Sinfonica di Aachen e il DVD della registrazione dell'opera I Maestri Cantori di Norimberga di Wagner con il Teatro di Norimberga. Sta attualmente registrando sempre con l'Orchestra di Norimberga l'integrale delle sinfonie di Dvorak e con la Cappella Aquileia tutte le sinfonie di Schuman con la casa discografica Coviello Classics.

Ogni anno dirige il Festival di Norimberga Open Air, una delle più importanti manifestazioni classiche d'Europa e nell'ottobre del 2016 è stato nominato professore titolare di direzione d'orchestra al Conservatorio di Musica di Monaco.

Marcus Bosch è presidente della Conferenza dei DGM e membro del comitato consultivo del Forum dei direttori d'orchestra.

 

Francesco Barone, percussioni

Nato a Palermo nel 1994, attualmente risiede a Ciminna (PA). Nel 2009 inizia gli studi di strumenti a percussione presso il Conservatorio di musica "V. Bellini" di Palermo; nell'anno 2014 consegue il compimento inferiore con la valutazione di 10/10. Attualmente frequenta l'ottavo anno del corso di strumenti a percussione sotto la guida del M° Fulvia Ricevuto.

Comincia la sua attività musicale in gruppi cameristici del Conservatorio "V. Bellini" in qualità di percussionista. Suona con diverse formazioni: Orchestra giovanile del Conservatorio di Palermo, Ensemble contemporaneo "Accademia XXI" del conservatorio di Palermo, "Balarm Sax Orchestra", "Grande orchestra di ottoni" del teatro Massimo di Palermo, Young Chamber Orchestra "Igor Stravinsky". Esegue concerti per teatri, enti ed associazioni quali, progetto GMC (Giovani Musicisti del Conservatorio), Associazione di promozione sociale "Le Balate", Giornata Mondiale della Terra, Teatro Dante Palermo, Fiumara D'Arte, Orestiadi di Gibellina, Settimana delle culture, Teatro Savio, Il Massimo per tutti, Auditorium RAI di Palermo, Amici del Teatro Biondo, Teatro di Verdura, Castelbuono Classica, Amici della Musica, Teatro Massimo, Teatro Politeama Garibaldi, Teatro Greco di Taormina. Attualmente fa parte del trio "TriKòs" con cui, sfruttando le potenzialità delle inclinazioni perfettamente aderenti all'esplorazione delle più inusuali risorse timbrico-percussive, si è indirizzato ad un repertorio che va dal minimalismo di Philip Glass e Steve Reich al repertorio orientale di Toru Takemitsu e Keiko Abe.

Partecipa a numerosi concorsi nazionali e internazionali risultando vincitore di diversi premi tra i quali: primo premio assoluto al concorso nazionale "Benedetto Albanese" 2015 di Caccamo, categoria Musica da camera; primo premio al concorso nazionale "Premio Claudio Abbado" categoria strumenti a percussione; "Outstanding Musicians" al concorso internazionale Ibla Grand Prize 2016. Frequenta numerose masterclass di percussioni di artisti internazionali tra cui: Florent Jodelet, Simone Rubino, Andrea Dulbecco, Ruud Wiener, Dario Savron, Emmanuel Sejourne, Gert Mortensen. Nel Giugno 2016 vince il Concorso Nazionale Giovani Talenti Della Classica "Crescendo" indetto dall' Orchestra Sinfonica Siciliana.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Avner Dorman (Tel Aviv, 1975)

Frozen in time, per multipercussione e orchestra

Indoafrica

Eurasia

Le Americhe

Durata: 25'

Divenuto all'età di 25 anni il più giovane compositore israeliano ad aver vinto il Premio Israele, Avner Dorman si è affermato nel panorama mondiale della musica contemporanea grazie anche ad una produzione piuttosto vasta se considerata in relazione alla sua giovane età. Composto nel 2007, Frozen in time si ispira alla struttura geologica della terra in epoca preistorica. Il titolo, infatti, si riferisce a delle immaginarie istantanee che testimonierebbero lo sviluppo geologico della superficie terrestre dalla Pangea ai giorni nostri. L'opera è costituita da tre movimenti, ognuno dei quali intende rappresentare la musica di un macro-continente preistorico.

Il primo movimento, Indoafrica, aperto da un gesto d'effetto che sembra simulare una valanga, è caratterizzato, infatti, da temi che si basano sulle scale indiane e sui tala, cicli di unità ritmiche di diversa lunghezza tipici della musica indiana. Suggestioni derivate dal gamelan, un'orchestra costituita principalmente da percussioni di origine indonesiana informano la sezione iniziale della parte solistica che si svolge sulla marimba, mentre l'uso dei tamburi porta l'ascoltatore in un ambiente africano. Il movimento si conclude con una fuga basata sui temi iniziali.

La maggior parte del materiale tematico del secondo movimento, Eurasia, aperto dalla grancassa che esegue un ritmo di Siciliana, è costituito dalla rielaborazione di alcune Siciliane di Mozart (Concerto per pianoforte e orchestra K.488, Sonata K.280, Rondo K.511 e l'aria "Ach, ichFühl's"), che si mescolano ad elementi dell'Asia centrale rappresentati dalle campane.

L'ultimo movimento, Le Americhe, formalmente un rondò, il cui refrain è costituito da elementi tratti dalle principali culture musicali americane, è un'ampia carrellata dei diversi stili e generi musicali del Nuovo Continente come si può vedere anche nelle altre sezioni dove appaiono suggestioni del Tango argentino, del Jazz afrocubano, dello swing e del minimalismo.

 

Dmitrij Dmitrevič Šostakovič

(Pietroburgo 1906 – Mosca 1975)

Sinfonia n. 15 in la maggiore op. 141

Allegretto

Adagio, Largo, Adagio, Largo

Allegretto

Adagio, Allegretto, Adagio, Allegretto

Durata: 39'

Definita dal musicologo Franco Pulcini nella sua monografia dedicata a Šostakovič «Una sinfonia post mortem in senso laico, una riflessione sulla propria avventura esistenziale rivista con il distacco dei trapassati», la Quindicesima sinfonia fu composta nell'estate del 1971 quattro anni prima della morte del compositore che già nel 1966 era stato colpito da un infarto. Ultima composizione sinfonica, questo lavoroè ritenuto unanimemente dalla critica il testamento spirituale di Šostakovič, le cui precarie condizioni di salute, già gravemente minate dalla paralisi al braccio destro, lo avrebbero presto condotto a morte. Gli ultimi anni di vita di Šostakovič, infatti, sono caratterizzati da frequenti ricoveri durante i quali continuò a scrivere musica. Proprio durante un periodo di degenza trascorso all'ospedale di Kurgan nel mese di giugno del 1971, Šostakovič iniziò a comporre la Quindicesima sinfonia che avrebbe completato tre mesi dopo durante un suo soggiorno nella Casa dei compositori di Repino. La prima esecuzione, avvenuta l'8 gennaio 1972 a Mosca con l'orchestra della Radio Sovietica diretta dal figlio Maxim, regalò uno dei rari momenti di felicità di quell'anno a Šostakovič che, colpito nel mese di settembre da un secondo infarto, sarebbe stato costretto a non scrivere più musica. Di carattere enigmatico e intrisa di citazioni ed autocitazioni, la Sinfonia, la cui musica, secondo alcune testimonianze, sarebbe legata al progetto, non realizzato, di scrivere un'opera tratta dal racconto di Čechov Il monaco nero, sembra, comunque, che scorra lungo il filo della memoria, come lo stesso compositore affermò in un'intervista rilasciata al quotidiano «Trud», nella quale si legge:

"Il primo movimento descrive l'infanzia – proprio un negozio di giocattoli, con un cielo senza nuvole".

Secondo alcuni musicologi, inoltre, il Leitmotiv tratto dalla Tetralogia di Wagner, noto in italiano con il nome enigma del destino, sarebbe un sinistro ricordo del patto tra Hitler e Stalin che era stato suggellato con una rappresentazione della Walkiria al Bol'šoj di Mosca.

Di carattere enigmatico è il primo movimento, Allegretto, in forma-sonata, nel quale è citato un tema tratto dal Guglielmo Tell di Rossini a cui è giustapposto un altro dodecafonico che crea una situazione di forte contraddittorietà. Tutto il movimento è pervaso da una gioia che, oltre a richiamare l'infanzia, ricorda alcune pagine della Prima sinfonia, mentre la coda con il suo carattere bandistico mostra un certo legame con la Circus Polka.

Un'oasi romantica è il secondo movimento, Adagio, che, aperto da un corale, a cui segue un motivo seriale affidato al violoncello, presenta un'autocitazione dell'Undicesima sinfonia, costituita da una fanfara a distanza. Nella parte centrale sono introdotti due accordi che sembrano richiamarsi al sesto dei Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19 di Schönberg.

Di carattere grottesco è il terzo movimento (Allegretto), uno scherzo il cui melos mostra delle inflessioni popolareggianti che trovano una perfetta sintesi con alcune note ornamentali di carattere avanguardistico con le quali Šostakovič esaurisce il totale cromatico.

Un autentico capolavoro è il quarto movimento, intriso di citazioni più o meno esplicite tra cui emerge quella del tema enigma del destino tratto dalla Walkiria di Wagner. Pagina di grande finezza intellettuale, il movimento è percorso da un tema costituito dalle prime note del preludio del Tristano, che funge quasi da autentico filo della memoria dal quale si dipanano altri motivi musicali. Tra questi emerge quello sul motto D.Sch. la cui struttura ritmica ricorda quella del tema dell'invasione della Sinfonia di Leningrado.

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