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Mussakhajayeva, uno Stradivari per Prokof’ev

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aiman mussakhajayeva

Alla ripresa della stagione concertistica un programma stuzzicante con il Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra, op. 19 di SergejSergeevič Prokof'eve la Sinfonia n. 11 in sol minore op. 103 ("L'anno 1905") di DmitrijŠostakovič. Protagonista la violinista kazakha AimanMussakhajayeva con il suo prezioso Stradivari. Sul podio, a dirigere l'Orchestra Sinfonica Siciliana, il russo Michail Jurowskij

Palermo, 10 gennaio 2018 - Con la ripresa della stagione concertistica a gennaio, comincia anche la promozione per gli abbonamenti a 20 concerti. Possibilità di acquistare biglietti a prezzi convenienti con la Christmas card. Prossimo appuntamento è venerdì 12 gennaio 2018 alle 21 al Politeama Garibaldi con l'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Michail Jurowskij, violino solista Aiman Mussakhajayeva. In programma il Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra, op. 19 di SergejSergeevič Prokof'ev (1891-1953) e la Sinfonia n. 11 in sol minore op. 103 ("L'anno 1905") di Dmitrij Šostakovič (1906-1975). La replica del concerto sabato 13 gennaio alle ore 17,30.

Il Concerto per violino e orchestra n. 1 in re maggiore. Fu rappresentato per la prima volta al Théatre de l'Opéra di Parigi parecchi anni dopo la composizione, nel 1923. Prokof'ev nell'estate del 1917, ultimò questo concerto iniziato nel 1915 edeseguito la prima volta soltanto il 18 ottobre 1923 a Parigi, con l'Orchestra dell'Opera condotta da Sergej Kusevitzkij, solista Marcel Darrieux. Ad applaudire la nuova opera di Prokof'ev gli amici Picasso, Pavel Kochanski, Karol Szymanowski, Arthur Rubinstein, Aleksandr Benua, Anna Pavlovnà. La fama del concerto fu un po' messa in ombra dall'Ottetto per strumenti a fato di Stravinskij che riscosse un grande successo.Prokof'ev fu criticato e tacciato di "melodismo alla Mendelssohn". Pieno successo arrise al compositore il 21 ottobre, quando a Mosca fu eseguito lo stesso Concerto con Nathan Milstejn solista all'arco e Vladimir Horowitz che eseguiva al pianoforte la parte dell'orchestra.L'articolazione in movimenti inizia e finisce con i tempi lenti, mentre al centro del concerto viene piazzato un breve movimento veloce. Il Concerto è diviso nei seguenti movimenti: Andantino; Scherzo (Vivacissimo); Moderato.

La Sinfonia n. 11 in Sol minore. Dmitrij Šostakovič la scrisse nel 1957 e fu eseguita per la prima volta dall'Orchestra sinfonica dell'URSS, diretta da Natan Rakhlin, il 30 ottobre dello stesso anno. Il titolo della sinfonia deriva dagli eventi accaduti del 1905 in Russia. Basata su melodie popolari russe, la sinfonia è la rappresentazione in musica della strage dei lavoratori riuniti davanti al Palazzo d'Inverno, a San Pietroburgo, da parte della cavalleria dello zar Nicola II. Anche il regista Ejzenštejn, ne "La corazzata Potëmkin" ha affrontato lo stesso argomento con brani di Šostakovič per la colonna sonora del film. Originariamente l'opera doveva essere scritta per il 50º anniversario della rivoluzione del 1905, nel 1955, ma tutto fece sì che slittasse a due anni dopo. I motivi popolari rivoluzionari russi all'interno dell'opera sono 9: "Ascolta!" (un motivo di detenuti che richiamano a speranze ed attese che saranno, probabilmente, deluse), "Il condannato", "Sei stato vittima", "Compagni, le trombe squillano", "Salve, parola di libertà", "Furia contro i tiranni!", "Canto di Varsavia". Altri 2 temi sono tratti dal coro "Il 9 gennaio" dai sui Dieci poemi su testi di poeti rivoluzionari(Op. 88), e da una melodia dall'operetta di Sviridov "Luci Splendenti". La Sinfonia è divisa nei seguenti movimenti: 1. Adagio - La Piazza del Palazzo;2. Allegro - Il 9 gennaio; 3. Adagio - L'eterno ricordo; 4. Allegro, Allegro non troppo – Tocsin. La sinfonia ottenne un successo immediato in Russia, e valse al compositore il Premio Lenin, assegnatogli l'anno successivo, che lo riabilitò davanti alla Dottrina Ždanov.

Michail Jurowskij. Figlio del compositore Wladimir e nipote del direttore David Block, è nato a Mosca nel 1945 e si è formato al Conservatorio di Mosca dove ha studiato direzione d'orchestra con Leo ginsburg e Scienza della musica con Alexei Kandinsky. Duarnte i suoi studi è stato assistente di Gennady Rozhdestvensky alla Radio nazionale dell'Orchestra sinfonica di Mosca e ha frequentemente diretto al Bolshoi. E' uno dei maggiori specialisti del repertorio di Sostakovic. Nel 2012 ha vinto il terzo premio internazionale Sostakovich bandito dalla Sostakovich Gohrisch Foundation.

AimanMussakhajayeva, nata nel Kazakhstan, è una delle più brillanti rappresentanti della scuola di violino. La crescita creativa di questa talentuosa violinista è iniziata presso la 'Baysseitova Republic Music.Laureata al Conservatorio di stato Tchaikovsky (Mosca), nella classe del professor V. Climov. Mussakhajayeva vanta un vastissimo repertorio: Bach, Mozart, Hayden, Beethoven, Paganini, Tchaikovsky, Sibelius. Dal 1992 è è a capo dell' Orchestra da Camera di Stato 'Academy of Soloists' ed ha suonato come solista e in tour con l'orchestra 'Academy of Soloists' in Russia, Stati Uniti, Giappone, Germania, Italia, Austria. Suona un violino Stradivari.

Biglietti 12-25 euro al Botteghino del Politeama Garibaldi e un'ora e mezza prima dello spettacolo. Sconto del 50% per studenti e under 30. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , www.orchestrasinfonicasiciliana.it, vivaticket.it, 091 6072532.

L'Ufficio stampa

(Mario Pintagro)

 

Note biografiche

Michail Jurowskij, direttore

jurowskiNato nel 1945, ha studiato al Conservatorio di Mosca con Leo Ginsburg (direzione d'orchestra) e Alexej Kaminski. Ha iniziato la sua attività all'età di 25 anni, come direttore assistente di Gennady Rozhdestvensky alla Grande Orchestra Sinfonica della Radio di Stato di Mosca.

Nel 1990 si è trasferito in Germania, divenendo in pochi anni uno dei più apprezzati direttori nei teatri di Berlino, Amburgo e Lipsia. Nel 1992 è stato nominato direttore musicale della Nordwestdeutsche Philharmonie Herford. Nel 1993 è stato invitato dal Dresdner Festspiele per dirigere Francesca da Rimini di Rachmaninov e una nuova produzione di Jolanta di Cajkovskij con la regia di Peter Ustinov. Nel 1996 ha diretto Boris Godunov alla Deutsche Oper Berlin, mentre l'anno successivo è stato invitato alla Oper Leipzig per una nuova produzione del Naso di Shostakovich. Da anni collabora regolarmente con la Komische Oper di Berlino, dove ha diretto con grande successo di critica e di pubblico una nuova produzione dell'Amore delle tre melarance (1998) e opere quali Zar Saltan, Die Zauberflöte, Die Lustige Witwe, Czardasfürstin, balletti come Lago dei cigni e Romeo e Giulietta. Viene regolarmente invitato alla Deutsche Oper di Berlino, dove ha diretto Evgenij Onegin, Il gallo d'oro, Il Naso, Die Zauberflöte, Rigoletto. Michail Jurowski ha diretto prestigiosi complessi sinfonici, come Gewandhausorchester Leipzig, Staatskapelle Dresden, Deutsches Symphonie Orchester Berlin, Berlin Rundfunk Sinfonieorchester, WDR Rundfunkorchester Köln, Stuttgart Rundfunk Sinfonieorchester, Czech Philharmonic Orchestra, Oslo Philharmonic Orchestra, Malmö Symphony Orchestra, Copenhagen Philharmonic Orchestra, Odense Symphony Orchestra e con le principali orchestre di Spagna, Ungheria, Russia. Nel corso della sua carriera Michail Jurowski ha rivestito numerosi incarichi. È stato Direttore Ospite Principale della Leipzig Oper, dove ha proposto opere come Rigoletto, Macbeth, La Traviata, Falstaff, il balletto A Midsummer Night's Dream, la Sinfonia n. 8 di Bruckner e Levins Mühle di Udo Zimmermann in prima esecuzione assoluta; Direttore Musicale del Volkstheater Rostock e della Norddeutsche Philharmonie Rostock; Direttore Ospite Principale della Berlin Rundfunk Sinfonieorchester.

Dalla stagione 2001/2002 è Direttore Ospite Principale della Deutsche Oper di Berlino e dalla stagione 2002/2003 è Direttore Ospite Stabile della Frankfurt Alte Oper. Nella stagione successiva è divenuto Direttore Ospite Stabile della Tonkünstlerorchester Wien e poi della Odense Sinfonie Orchestra. Dal 2006 è Direttore Principale della WDR Rundfunkorchester Köln. Oltre a concerti e produzioni trasmesse dalle radio di Stoccarda, Köln e Berlino, Michail Jurowski ha registrato l'integrale delle opere vocali di Shostakovich, musica sinfonica di Cajkovskij e Kancheli, I Giocatori di Shostakovich, La notte prima di Natale di Rimsky-Korsakov), lavori del compositore svedese Ture Rangström. Due di queste incisioni hanno ricevuto il prestigioso Deutsche Schallplattenkritik. In Italia ha tenuto numerosi concerti e nel 2004 ha diretto con successo la produzione di Parsifal con la regia di Harry Kupfer al Teatro Carlo Felice di Genova, dove è tornato nel 2007 per l'Amore delle tre melarance. Ha diretto con successo l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nell'Aleksandr Nevskij di Prokof'ev. Nelle passate stagioni ha condotto Un ballo in maschera e Rienzi alla Deutsche Oper a Berlino; La Raimonda a Zurigo; Evgenij Onegin a Lisbona e al Teatro Lirico di Cagliari; Mavra a Stoccarda; Marie Victoire alla Deutsche Oper a Berlino. Ha riscosso grande successo di pubblico e critica dirigendo L'amore delle tre melarance a Ginevra.

Più recentemente è stato impegnato in varie città europee tenendo concerti con i Wiener Symphoniker, la Norrköping Symphony Orchestra, ha diretto La Raimonda al Teatro alla Scala, Romeo e Giulietta a Zurigo, Evgenij Onegin a Ginevra, Malmo, La dama di picche e The fiery Angel a Mosca, opera che tornerà presto a dirigere alla Bayerische Staatsoper di Monaco.

 

Aiman Mussakhajayeva, violino

aiman 1 cIl nome di Aiman Mussakhajayeva, artista della Repubblica del Kazakhstan, è ampiamente conosciuto sia a livello nazionale e internazionale essendo una dei più brillanti rappresentanti della scuola di violino del Kazakistan.

La crescita creativa di questa talentuosa violinista è iniziata presso la 'Baysseitova Republic Music School' e nel 1983 si laurea brillantemente presso il Conservatorio di stato Tchaikovsky (Mosca), nella classe del professor V. Climov. Vincitrice di molti prestigiosi concorsi internazionali fra i quali il 'Belgrade International Competition' nel 1976 a Belgrado, il Concorso internazionale Paganini di Genova, 'Tokyo International Competition' poi nel 1985 'Sibelius International Competition ad Helsinki, e nel 1986 l'ottavo 'Tchaikovsky International Competition' di Mosca.

Aiman Mussakhajayeva è stata la solista della Jambul Kazakh Philharmonie dal 1983. Grazie alla sua tecnica e versatilità vanta di un vastissimo repertorio: Bach, Mozart, Hayden, Beethoven, Paganini, Tchaikovsky, Sibelius, ecc. Dal 1992 è fondatrice e a capo dell' Orchestra da Camera di Stato 'Academy of Soloists'ed ha suonato come solista e in tour con l'orchestra 'Academy of Soloists' in tutta la Russia, Stati Uniti, Giappone, Germania, Italia, Austria, ecc.

Dal 1993 è membro della giuria del 'Tchaikovsky International Competition'a Mosca e insegnante presso i conservatori di Mosca, Almaty, Astana e Bishkek. È anche membro di molte importanti organizzazioni come l'International Academy for the Arts, l'Associazione Europea dei Conservatori, l'Associazione del Tchaikovsky International Competition, Comitato degli Interessi delle Donne del Kazakhstan e la Commissione Nazionale per l' UNESCO e ISESCO.

Nel 1998, MmeMussakhajayeva realizza il suo sogno di aprire il 'Kazakh National Academy of Music di Astana' dove lavora come direttrice.

Aiman Mussakhajayeva detiene numerosi titoli e riconoscimenti, fra loro: Artista del popolo (1986), Artista onorato della Repubblica dell'Uzbekistan (1994), Accademico dell'Accademia Internazionale di Arti (1998), il titolo onorifico UNESCO "Artist for Peace" (1998). Nel 2000 è stata onorata con un Premio di Stato per i successi conseguiti nel campo della cultura e nel 2002 ha ricevuto il Premio per i successi nella sfera dell'arte e della musica. Ricevette anche una medaglia speciale dedicata al 20 ° Anniversario dell'Indipendenza della Repubblica del Kazakhstan.

Nel 2012 Aiman Mussakhajayeva divenne la prima artista kazaka a firmare un contratto con la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

 

Note di sala a cura di Riccardo Viagrande

Sergej Sergeevič Prokof'ev

(Sonzovka, Ekaterinoslav, 1891 – Mosca 1953)

Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra, op. 19

Andantino

Scherzo. Vivacissimo

Moderato. Allegro moderato

Durata: 27'

Composto nel 1917, quindi, tra il secondo e il terzo concerto per pianoforte, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 19 di Prokof'ev fu eseguito ben sei anni dopo, il 18 ottobre 1923, a Parigi dal violinista Marcel Darrieux sotto la direzione di Serge Koussevitzkij, dal momento che la prima esecuzione era stata rinviata in seguito agli avvenimenti culminati nella Rivoluzione d'ottobre. In quell'occasione il Concerto subì delle critiche in quanto fu tacciato di melodismo alla Mendelssohn, mentre riscosse un certo successo la prima esecuzione a Mosca 3 giorni dopo il 21 ottobre in una forma particolare con il solista Nathan Mil'štejn che fu accompagnato al pianoforte da Vladimir Horowitz il quale eseguì la riduzione pianistica della parte orchestrale. Di questa esecuzione fece un puntuale resoconto Majaskovkij il quale in una lettere scrisse a Prokof'ev:

"Delle vostre composizioni, sono state eseguite la Quarta sonata (Fejnberg, piuttosto bene), la Prima sonata (un altro, debole), la Ballata per violoncello (anche quest'esecuzione poco interessante), Le favole della vecchia nonna (Jgumnov, eccezionalmente due volte), il Concerto per violino (quasi bene: da un violinista di grande talento, Mil'štejn); nonostante l'esecuzione imperfetta di questo concerto e che dopo di questo lo stesso violinista abbia eseguito con grande brillantezza il concerto interessante e baroccheggiante di Szymanowski, con la sua solita eleganza virtuosistica, il vostro dal punto di vista musicale, lo ha chiaramente appannato ed è stato notato non soltanto dai musicisti amanti della vostra musica, ma semplicemente dal pubblico (un pubblico, a dire il vero, composto esclusivamente da musicisti), presso cui il vostro concerto ha ottenuto un particolare grande successo". (M. R. Boccuni, Prokof'ev, Palermo, L'Epos, 2003, pp. 242-243)

La particolarità formale di questo Concerto risiede nel fatto che, a differenza dei soliti due movimenti estremi veloci che ne incastonano uno lento, troviamo un secondo movimento veloce tra due lenti. Il primo movimento è, infatti, un Andantino estremamente espressivo soprattutto nel primo tema, mentre il secondo appare vivace con la presenza dei suoi trilli. Il secondo movimento è uno Scherzo in cui traspare una certa ironia. Nell'ultimo movimento, Moderato, Allegro moderato, ritorna il lirismo iniziale e il tema del primo movimento ornato dai trilli del violino.

 

Dmitrij Dmtrevič Šostakovič

(Pietroburgo 1906 – Mosca 1975)

Sinfonia n. 11 in sol minore op. 103 ("L'anno 1905)

La piazza del palazzo (Adagio)

Il 9 gennaio (Allegro)

In memoriam (Adagio)

Campane a martello (Allegro non troppo)

Durata: 65'

Composta tra il 1956 e il 4 agosto 1957, l'Undicesima Sinfonia di Šostakovič , come si può facilmente arguire dal suo titolo, L'anno 1905 si ispira alla rivoluzione che avvenne in quell'anno e che fu repressa nel sangue dalle truppe zariste. Originariamente il compositore sovietico avrebbe dovuto comporre la sinfonia in occasione del cinquantesimo anniversario della rivoluzione nel 1955, ma alcuni eventi come la morte della madre, il secondo matrimonio e l'incontro con alcuni amici usciti dal gulag non consentirono a Šostakovič di lavorarvi. Solo nel 1956 dopo i drammatici fatti della Rivoluzione Ungherese, che, secondo quanto affermato dalla moglie Irina, avrebbe ispirato la composizione di questo lavoro, Šostakovič riprese la penna. Eseguita per la prima volta nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca il 30 ottobre 1957 sotto la direzione di Nikolai Rachlin, la Sinfonia ottenne un immediato successo che valse al compositore il premio Lenin.

Costituita da ben 9 motivi popolari rivoluzionari, la Sinfonia si apre con un insolito Adagio, che rappresenta il teatro della rivoluzione: La piazza del palazzo d'Inverno; il movimento si caratterizza per una tragica fissità sonora rotta da qualche squillo di tromba e da interventi di timpani che rompono la melodia affidata agli archi. La rivoluzione vera e propria è rappresentata nel secondo movimento, intitolato Il 9 gennaio; formalmente è un Allegro in forma-sonata, che si può dividere in due parti, delle quali la prima evoca le proteste del 22 gennaio (9 gennaio secondo il calendario giuliano) del 1905, mentre la seconda, aperta da una terzina del rullante che dà l'avvio a una marcia, la repressione da parte dell'esercito sovietico. Il terzo movimento, Adagio (In memoriam) è una dolorosa marcia funebre piena di tensione drammatica, mentre nell'ultimo movimento, Allegro non troppo (Campane a martello), è rappresentata tramite una suggestiva marcia la rivolta del popolo russo.

 

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